Domenique (1998), Wattwil, San Gallo

Sono tornata a vivere grazie a una donazione di cellule staminali del sangue. Ho scoperto la mia malattia per caso durante una pausa pranzo nel novembre 2017. Da futura assistente di studio medico, mi sono sottoposta spontaneamente a un esame del sangue, esercizio assolutamente normale durante la formazione. Eppure questa volta qualcosa non tornava. Mi sono accorta che avevo il triplo dei globuli bianchi rispetto ai valori normali. Una visita al pronto soccorso ha chiarito la situazione: avevo una forma acuta di leucemia. Lo shock mi ha svuotata e ho iniziato un lungo e duro viaggio con parecchi appuntamenti da medici e in ospedale.

Perdita dei capelli e gambe fiacche: la malattia colpisce

Poco dopo la diagnosi ho iniziato la chemioterapia. Ho perso i miei bei capelli lunghi e talvolta non avevo la forza di fare neanche un passo. Mi sentivo impotente ed esausta, ma per fortuna c’era la mia famiglia a sostenermi. Verso la fine della chemioterapia era ormai chiaro: avevo bisogno di una donazione di cellule staminali del sangue, solo questa poteva salvarmi la vita. Subito sono state esaminate le caratteristiche tissutali della mia gemella. La nostra grande speranza era che potessi sottopormi al più presto al trapianto. La delusione è stata quindi ancor più grande quando si è scoperto che mia sorella non poteva essere presa in considerazione come donatrice. Ora potevo solo sperare in una donazione eterologa.

Aspettando disperatamente la donazione compatibile

Iniziò un periodo di incertezza. Ero persuasa che là fuori, da qualche parte, ci fosse una donatrice o un donatore compatibile. Sapevo però esattamente che a causa della malattia non potevo aspettare anni. La mia unica possibilità di guarire era una donazione di cellule staminali del sangue.

La liberazione è arrivata con una donazione compatibile

Mi è stato tolto un peso dal cuore quando il mio medico mi ha chiamata per dirmi che era stato trovato un donatore compatibile. Mi ha persino permesso di festeggiare la notizia con un bicchiere di prosecco. Poi giunse il giorno del trapianto. Ero molto sorpresa: qualcosa di così poco appariscente come una piccola sacca di infusione piena di cellule staminali del sangue poteva avere un effetto così grande e salvarmi la vita. Dopo il trapianto sono stata quattro settimane in isolamento, perché il mio corpo ed io dovevamo ripartire da zero.

La donazione di cellule staminali del sangue salva la vita

La donazione mi ha cambiata. Mi è stata regalata una nuova vita con molte piccole novità: ad esempio, non sono più allergica alle fragole. Questo, grazie al mio donatore sconosciuto. Lui o lei mi ha salvato la vita. Chi si registra può solo guadagnarci, perché così offre la speranza di una nuova vita. Ogni registrazione conta, anche la tua!

Domenique
„Una piccola infusione di cellule staminali del sangue era la mia unica chance di guarire“